Thriller

BOUND – TORBIDO INGANNO

Titolo OriginaleBound
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1996
Genere
Durata90'

TRAMA

Un’idraulica ex-galeotta è sedotta dalla pupa di un mafioso: decidono di fare un colpo ai danni di quest’ultimo.

RECENSIONI

Esordio di due fratelli fumettisti (hanno, soprattutto, adattato in albi le creature di Clive Barker) che, l’anno prima, erano riusciti a piazzare una sceneggiatura dai buoni incassi (Assassins di Richard Donner). Parte con la voglia di fare “scandalo” nelle esplicite immagini di un rapporto lesbico (Gina Gershon idraulico: la traccia “mascolina” è assicurata) che, ai tempi, era ancora poco visibile nel cinema mainstream: fanno da cornice l’intreccio “classico” da noir anni quaranta (la donna fatale, il colpo grosso, i tradimenti, i gangster, i rapporti torbidi) ed un teso thriller giocato su due stanze d’albergo, degno di Alfred Hitchcock per suspense (i poliziotti in casa e i cadaveri in bagno…) ma aggiornato al pulp di moda, con sangue a fiotti ed effetti sin troppo plateali. Fra preziosismi registici (amano le riprese dall’alto ed i primissimi piani sugli oggetti) e grand-guignol, è la (loro) sceneggiatura a perdere colpi in alcuni passaggi poco credibili, quando il carattere dell’ottimo Joe Pantoliano, ad esempio, scopre che il colpevole è il figlio del boss ma non sospetta minimamente della sua fidanzata; quando le due donne, inverosimilmente imprudenti, si telefonano; quando il boss, nel finale, accorda fiducia a Violet e la lascia andare. Hitchcock non avrebbe mai permesso che tali improbabilità inficiassero la fatica con cui aveva imbastito le sue perfette macchine di suspense. I giovani registi equiparano il furto al sesso (questa è la soluzione di continuità fra il prologo e ciò che segue) e, in effetti, c’è da godere con l’adrenalina che sale alle stelle grazie al loro innegabile talento. Musiche con contrabbasso alla Angelo Badalamenti. Produzione Dino De Laurentiis.

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