Recensione, Thriller

BLUE STEEL

TRAMA

Nel primo giorno di servizio, una donna poliziotto uccide un malvivente e viene sospesa, in quanto la pistola di quest’ultimo non è stata rinvenuta. È stata infatti rubata da un agente di borsa, che inizia ad uccidere le persone incidendo sui proiettili il nome di lei.

RECENSIONI

Anche stavolta (vedi Il Buio si Avvicina) la collaborazione fra Kathryn Bigelow e lo sceneggiatore Eric Red non fa faville nella trama (la sequenza finale iperbolica è tipica di Red) e nella credibilità. Tanto di cappello però alla messinscena, che rende il tutto figurativamente splendido ed inventivo, raggirando la ragione e colpendo direttamente i sensi, in un coinvolgimento totale in cui il linguaggio cinematografico trascende i contenuti della trama e gli schemi interpretativi dello spettatore. Magnetico l'uso della macchina da presa, dei rumori amplificati, della musica ad effetto, dello slow-motion, delle freudiane/erotiche sequenze fra donna-pistola (quest’ultima, co-protagonista: vedi i titoli di testa dedicategli), perché Jamie Lee Curtis interpreta un personaggio stregato dalla divisa che, inconsapevolmente, scatena (anche per questo) la follia omicida nell’agente di Borsa che la vede in azione.

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