TRAMA
Josh ha dodici anni e una gran voglia di crescere in fretta, stanco delle proibizioni per la sua età. Esprime questo desiderio al mago Zoltar, disegnato su di una macchina automatica del Luna Park, e si risveglia con trentacinque anni d’età.
RECENSIONI
Casuale, per quanto ne sappiamo, modellamento della stessa idea avuta l’anno prima da Franco Amurri in Da Grande: nel quadro generale del periodo, andavano del resto per la maggiore le commedie con scambi di corpo o cambi d’età (del 1987 Tale Padre Tale Figlio di Rod Daniel, mentre Viceversa di Brian Gilbert uscì lo stesso anno). Viene il sospetto che la moda sia stata lanciata da Ritorno al Futuro, con Marty McFly sedotto dalla madre. La novità della sceneggiatura di Gary Ross e Anne Spielberg (e del film di Amurri) è che non si prendono le vestigia altrui ma si diventa una versione adulta di se stessi (con tutto quello che ciò comporta). Lo spunto è comunque qui piegato a logiche effettistiche e banali, soprattutto avendo in mente il film con Renato Pozzetto: è innegabile il professionismo di tutti quanti e Penny Marshall (scoperta da James L. Brooks, che qui produce), se non dotata a livello registico, di sicuro denota intelligenza in annotazioni e tempi da commedia (il pubblico l’ha ripagata decretando il successo del film), ma tutto è superficiale e convenzionale, per quanto spesso spassoso (l’indifferenza di Josh, ad esempio, agli inviti espliciti delle donne). Impossibile, anche, non divertirsi con la bellissima scena di Robert Loggia alle prese con il piano gigante e su tutta la linea con Tom Hanks, perfetto nel ruolo del bambino troppo cresciuto.

