Commedia, Recensione

BAD TEACHER

Titolo OriginaleBad Teacher
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2011
Genere
Durata92'
Fotografia
Montaggio
Scenografia

TRAMA

Elizabeth Halsey, docente suo malgrado in una scuola media, ha un piano: trovare qualcuno che mantenga a vita lei e i suoi costosi vizi.

RECENSIONI

Come tutti i ruoli consolidati e incastonati nell'immaginario collettivo americano anche la figura del 'buon educatore' doveva essere stigmatizzata e rivista, ribaltata nel suo opposto speculare politicamente scorretto e allo stesso tempo oggetto conturbante e magnetico. Elizabeth Halsey, insegnante costretta a riprendere la propria cattedra dopo il fallimento del suo piano di sposare il ricco fidanzato e vivere completamente adagiata sulla ricchezza economica di lui, rientra perfettamente in questa categoria. Stereotipo in negativo ed emblema di una nullafacenza parassitaria e opportunista si pone a metà tra la femme fatale affascinate e spietata e i villains puri di matrice disneyana: troppo volgare per aspirare allo charme tipico di una femme fatale che si rispetti e ancora troppo 'umanizzata' per diventare il nemico ufficiale. Nonostante questo disequilibrio che darebbe adito a un possibile approfondimento della discrepanza tra ruolo sociale e caratterizzazione dell'indole del personaggio, la commedia di Jake Kasdan non riesce ad andare molto oltre il piatto resoconto della disintossicazione della protagonista dall'apatia e la conseguente accettazione di una funzione più consona alle peculiarità della sua condotta di vita. Anche la diatriba da corridoio tra Elizabeth e la collega Amy Squirrel rimane materiale inerte, unicamente funzionale ad una narrazione meccanica e tendenzialmente monotona. Molti spunti vengono solamente abbozzati per essere dimenticati a margine o ripresi con frettolosità sul finale, accentrando l'attenzione sulla cattiva maestra che in fondo, droga e alcool a parte, si trovava semplicemente nella posizione lavorativa sbagliata.

I poco dotati sceneggiatori di Anno Uno (Gene Stupnitsky e Lee Eisenberg, anche produttori esecutivi) offrono al figlio di Lawrence Kasdan l’ennesima commedia demenziale del suo carnet, molle e senza personalità: il ritmo della drammaturgia è da commedia classica, giustificabile qualora si puntasse su personaggi con polpa; il fulcro del racconto-apologo è vecchio come il cinema (molto in auge in commedie per famiglie dell’ultima ora) e punta a trasformare il cattivo soggetto protagonista in personaggio recuperabile e infine adorabile, non prima di aver messo sul suo cammino un carattere simile ma peggiore; lo spirito dell’operazione è sbarazzino, a cominciare dai colori pastello squillanti, e punta alla farsa trash. Il fallimento è sonoro: una commedia insulsa senza gag valide, con personaggi che viaggiano fra idiozia / antipatia e macchiette poco originali, che non possiede il coraggio della ferocia non politicamente corretta (in questo ricorda il più riuscito Babbo Bastardo), salvo poi sbracare in scene che alludono o mostrano al/il sesso in modo spinto, come moda insegna, dai fratelli Farrelly al Judd Apatow dalla cui scuola Kasdan proviene (era consulente della produzione e regista della sua serie Tv Freaks and Geeks, da cui proviene anche Jason Segel, l’interprete migliore in campo). Impossibile non notare la prova di Cameron Diaz in questo ruolo in cui è stronza, sexy e metallara ma la pellicola la relega a giocarsi le carte migliori nello scontro con Lucy Punch o nelle citazioni a random di altri film che la “cattiva maestra” mostra agli alunni per pigrizia.