TRAMA
Alcuni malavitosi derubano la polizia dell’eroina sequestrata, uccidendo un uomo. Una ragazza è testimone: una buffa coppia nera di sbirri la protegge scambiandosi di ruolo, con l’ammogliato che fa il latin lover e viceversa.
RECENSIONI
Tutto già visto e, quindi, si poteva evitare di vantarsi che il racconto è tratto da una storia vera: la bella testimone da proteggere, la coppia di poliziotti da "buddy-movie" dove il perenne litigio farsesco maschera l’amicizia virile, il super-cattivo da sgominare (l’abbonato Tcheky Karyo), i meccanismi spettacolari (niente male l’invenzione per la scena finale, con due auto da corsa in gara ma un solo passaggio fra le mura), la formula azione violenta + estetica e ritmo da videoclip (montaggio, inquadrature, effetti speciali) + citazioni filmiche + umorismo. I produttori Simpson e Bruckheimer (Top Gun) sono maniaci dell'iconografia da spot e ingaggiano l'esordiente e del settore Michael Bay, tecnicamente capace ma dimentico che il cinema è anche qualità dell'ingranaggio e non solo stordimento per accumulazione: il suo look patinato rasenta l’intollerabile (Tony Scott ha un’altra caratura) fra fotografia color oro, ralenti machi ed epici, belle donne come il prezzemolo (e misoginia: nei tre personaggi femminili di peso, una stronza carrierista, una moglie inflessibile, una bella combinaguai). Lo spasso, in realtà, è dato dai simpatici personaggi creati per i due attori protagonisti (non è un caso che il soggettista sia lo stesso di Prima di Mezzanotte di Martin Brest: George Gallo): Martin Lawrence esagitato e istintivo batte tutti mentre a Will Smith (stranamente, essendo il protagonista della serie “Willy, il Principe di Bel Air”) viene tolta l’aura canagliesca per cucirgli addosso l’abito da fighetto sciupafemmine. Anche alcune figure minori, come il portiere di Saverio Guerra, sono divertenti.

