Biografico, Recensione

ANDREJ RUBLEV

Titolo OriginaleAndrey Rublyov
NazioneU.R.S.S.
Anno Produzione1966
Durata174’

TRAMA

In parallelo, la vita di Andrej Rublev (1370-1430), monaco pittore di icone, e di Boriska, figlio di un campanaro.

RECENSIONI

La biografia del pittore è presentata nell’arco di venti anni, costruita a episodi slegati formalmente ma non tematicamente: come un affresco medievale. La sceneggiatura di Tarkovskij e Andrej Konchalovskiy dà per scontati parecchi retroscena storici ma compone passaggi preziosi per respiro e fluidità narrativa, mentre la messinscena replica la figuratività pittorica del protagonista con un bianco e nero “colorato” dai grigi, con immagini allegoriche di rara suggestione (immancabile l’elemento-acqua, ossessione di Tarkovskij), un’atmosfera con pulsioni (e messaggi morali) che colpiscono emotivamente, temi variegati che trattano la religiosità profonda, gli episodi storici più violenti e ingiusti dell’epoca, il rapporto Arte/Potere e Arte/Spirito popolare. Il personaggio di Rublev non è approfondito perché lo scopo dell’autore non è il “viaggio” nella sua psiche, ma il viaggio nello spirito russo (che la censura sovietica non gradì, impedendo l’uscita del film fino al 1972, anno in cui lo presentò al pubblico con un taglio di venti minuti).

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