TRAMA
Un militare ha ucciso il gestore di un albergo a sangue freddo, dopo che questi aveva violentato sua moglie. Lo difende uno scrupoloso e retto avvocato delle cause perse.
RECENSIONI
Il dramma giudiziario per antonomasia, genere frequentato dall’ex-avvocato Otto Preminger fin dall’esordio hollywoodiano. Tratto da un romanzo di John V. Doelker, giudice della Corte Suprema del Michigan (e l’interprete Joseph N. Welch è un vero ex-giudice), affronta argomenti per l’epoca scandalosi (violenze carnali, seduzione al femminile, sperma…) ma del tutto necessari alla tesi principale dell’opera (e del cinema del regista), e cioè che “l’ombra” si annida in ognuno di noi. Al dramma processuale, Preminger affianca anche il prediletto genere noir, nella figura da femme fatale (da…Vertigine) di Lee Remick ma il valore aggiunto sono le musiche di Duke Ellington, impegnato anche in un duetto al piano con James Stewart. Tipica della produzione di Preminger la durata fuori norma, più pesante se appaiata al suo modo di far cinema incentrato sulle interpretazioni e la definizione dei caratteri, con macchina da presa praticamente fissa e parco uso dell’espressività del montaggio.

