Horror, Recensione

AMITYVILLE HORROR (2005)

Titolo OriginaleThe Amityville Horror
NazioneU.S.A.
Anno Produzione2005
Genere
Durata90'

TRAMA

Si trasferiscono nella villa dove, nel 1974, Ronald De Feo, “spinto” dalla casa, sterminò la famiglia. Anche George, nuovo compagno di Kathy che ha già tre figli, inizia ad essere posseduto mentre la più piccola parla con un fantasma.

RECENSIONI

Nella serie di remake di classici degli horror anni settanta prodotta da Michael Bay, con un occhio agli stilemi inventati da Rob Zombie, questo non solo è uno dei capitoli più riusciti ma migliora anche l’originale, occluso fra quattro mura e parco di spaventi. Errore non replicato da Andrew Douglas, ex-documentarista e pubblicitario all’esordio: inietta da subito visioni dell’orrore, costruisce e calibra gli effetti con equilibrio e sapienza e, soprattutto, ben sfrutta le tematiche dello script di Scott Kosar (autore del peculiare L’Uomo Senza Sonno, sempre incentrato su di un uomo in preda alle allucinazioni, e del remake di Non Aprite Quella Porta), come quella della nuova figura paterna non accettata (l’horror ne diventa un’allegoria). Sa anche dirigere alla perfezione gli interpreti, bambini compresi, disegnando personaggi a tutto tondo: grande prova per Ryan Reynolds, scelto forse per la somiglianza con il James Brolin dell’originale.

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