TRAMA
1962: ultima notte di vacanze dopo il diploma di quattro amici diciottenni nella città californiana di Modesto, prima di andare al college. Curt cerca una bionda, Toad riesce a rimorchiare, John è sfidato a una corsa d’auto, Steve litiga con la ragazza.
RECENSIONI
Capostipite del cinema memoriale/nostalgico e inedita restituzione ‘sociologica’ di alcuni passaggi e rituali dell’adolescenza dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, la seconda regia di George Lucas potrebbe essere la tappa finale di un’ideale trilogia, dopo Quell'estate del '42 e L’Ultimo Spettacolo ambientato negli anni Cinquanta. Una riuscita commistione di commedia e malinconia, scandita da una colonna sonora che ha fatto epoca: da allora non c’è più stata scuola secondaria senza rock’n’roll. Di minore appeal la struttura episodica, dovuta a una sceneggiatura fatta di vignette nate con in mente già i brani musicali di sottofondo (42 canzoni di successo al posto di un tradizionale commento sonoro, come aveva fatto Easy Rider) che, trasmessi dalla radio pirata del mitico ‘Lupo Solitario’ (Wolfman Jack medesimo), sono i veri “registi” dell’opera, sorta di compilation videomusicale. Il film scatenò la moda del revival e del vintage (serial Happy Days compreso) perché decantava un decennio precedente dove era tutto più speciale, dal (come i promo sbandieravano) bacio nel buio di un drive-in al ballo della mattonella, dal bicchiere con due cannucce alla macchina di papà per rimorchiare le pupe. Gli interpreti sullo schermo sembrano tutti nati lì, in quell’epoca: Lucas mira all’allegoria iniziatica del passaggio alla fase adulta, dove la goliardia è sostituita dall’amarezza alla I Vitelloni, con la consapevolezza della separazione e di un periodo della vita che non tornerà più (come gli Stati Uniti fin lì “innocenti”, prima dell’assassinio di Kennedy e delle conseguenze della guerra in Vietnam). Il regista, inoltre, dopo l’algido esordio L’Uomo che Fuggì dal Futuro (“La mia testa”), dimostra anche di possedere i colori di un juke-box (“È il mio cuore”): ha portato a galla le proprie memorie di adolescente a Modesto a caccia di ragazze (i quattro protagonisti sono tutte proiezioni di sé), studiando, col senno di poi, i primi approcci seduttivi della gioventù. Andato in porto anche grazie alla produzione di Francis Ford Coppola, il film a basso budget ebbe un inatteso successo e divenne la passerella ideale per giovani attori votati a futura gloria.

