TRAMA
Alla morte di Beethoven, il suo fedele segretario scopre una lettera indirizzata ad una misteriosa “amata immortale” e si mette sulle sue tracce.
RECENSIONI
La passione segreta di Ludwig van Beethoven: seguendo l'assioma che dietro a ogni grande artista si nascondono un immenso dolore e una Musa ispiratrice, Bernard Rose lavora di fantasia per ricostruire a puzzle "una" (fra quelle immaginabili) vita privata del geniale compositore viennese. Attraverso l'indagine di Schindler (Jeroen Krabbe), ascolta varie testimonianze di chi, in vita, lo amò oppure odiò e apre all'occorrenza alcuni flashback, presumibilmente in soggettiva: Valeria Golino (con voce roca e scarso portamento, convince poco nel ruolo di contessa) rivive una passione tanto idealizzata da sfuggire di mano al regista, che esagera nel descrivere le infatuazioni femminili e nel dare corpo a personaggi unidimensionali; il fratello del musicista ne ricorda la crudeltà; Isabella Rossellini il dramma della sordità che ne "amplificò" il carattere burbero e superbo; lo stesso Krabbe, con ammirazione, racconta della sua dedizione all'amato nipotino che lo allontanò dalla composizione per cinque anni, rischiando di renderlo simile al temuto e tirannico padre che lo bastonava. Il colpo di scena finale immerge nel mélo sentimentale (ma gli equivoci della scena ambientata nell'albergo sono artificiosi) e getta una nuova luce su di una personalità tormentata, segnata nella prima età dal rapporto con la figura paterna (i traumi infantili sono un fil-rouge nell'opera di Rose) e terrorizzata dalla solitudine (temeva che il fratello e il nipote lo abbandonassero) al punto da torturare se stesso e le persone a lui vicine. Gary Oldman è immenso e la sua aderenza al personaggio impressionante. Rose dirige con eleganza e, al solito, scrive con estro pericoloso a rischio di deragliamenti (perché lei appare così giovane e lui, morente, così vecchio?) ma, infine, ripaga anche con alcune sequenze colme di pathos e suggestioni, come quella dell'esecuzione di "Al chiaro di Luna" con l'orecchio poggiato sul pianoforte o quella del bambino seduto sulle stelle. Girato a Praga e dintorni.

