Azione, Drammatico, Recensione

ALL’ULTIMO RESPIRO

Titolo OriginaleBreathless
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1983
Durata98'

TRAMA

Il malvivente Jesse uccide un agente: inseguito dalla polizia, raccoglie l’amata Monica e, insieme, si danno alla fuga.

RECENSIONI

L’importante è non fare paragoni con Fino All’ultimo Respiro di Godard: per quanto Jim McBride sia un’icona del cinema underground newyorkese che, in passato, ha usato spesso gli stilemi godardiani, non ha nessuna intenzione di replicare l’estetica di quel caposaldo della Nouvelle Vague che rivoluzionò i codici del Cinema. L’iconoclastia preferisce relegarla nel disegno e negli atti dei suoi protagonisti, nella ribellione del Jesse di Richard Gere modellato sulla figura di Jerry Lee Lewis (presente anche nella colonna sonora, amatissimo da McBride che firmerà la sua biografia con Great Balls Of Fire) e amante dei fumetti di Silver Surfer (le cui avventure sono un faro metaforico della sua vita), e nella trasgressione di Valérie Kaprisky, che si eccita nel pericolo. Entrambi sono corpi erotici d’attrazione (Gere si esibisce anche in un nudo integrale) ma quella di McBride è una scaltra mossa di compromesso: per dieci anni emarginato dai set, tanto che si ridusse anche a girare una parodia erotica dei fumetti di “Archie”, torna alla ribalta (per quanto stroncato dalla critica) sposando un linguaggio tradizionale per farsi finanziare ma, sottilmente, lo rinnega, esasperandolo in modo postmoderno (non per niente Tarantino lo ha amato) per mostrarne le artificiosità con ironia.

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