Animazione, Fantascienza, Recensione

AKIRA

NazioneGiappone
Anno Produzione1988
Durata115’

TRAMA

Nella Nuova Tokyo post-olocausto, militari, scienziati e politici fanno esperimenti sui ragazzini per dare vita a un nuovo essere umano, fatto di sola energia, sfruttando la misteriosa forza di Akira. Prelevano Tetsuo, della banda di motociclisti capeggiata da Kaneda.

RECENSIONI

Tratta da un manga non ancora concluso (uscito dal 1982 al 1990, con finale differente) dello stesso Katsuhiro Otomo, quest’opera è seminale non solo per aver favorito l’apertura del mercato occidentale all’anime adulto giapponese, ma anche come progetto in sé, nel momento in cui il Giappone, per produrla, ha coinvolto più studi di animazione, raccolto un miliardo di yen e messo al servizio dei fondali e dell’animazione computerizzata (all’avanguardia: sfruttata per gli effetti dei poteri paranormali) un migliaio di animatori. I fondali sono semplicemente meravigliosi per la ricchezza di dettagli in questa metropoli decadente e post-apocalittica, la cura nell’animazione è indubbia, il montaggio predilige l’andamento veloce, la grafica la violenza di vario genere (le guerriglie urbane, le deliranti visioni di Tetsuo), la trama s’iscrive nella tipica paranoia giapponese sulle mutazioni atomiche. L’unico elemento a lasciare perplessi è la sceneggiatura che, nel tentativo di restituire la complessità del materiale di base, all’inizio è felicemente misteriosa, poi troppo ermetica, infine confusa. Punto di riferimento imprescindibile per l’estetica cyber-punk.

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