TRAMA
Los Angeles: un gruppo metal, stanco dell’anonimato, entra abusivamente negli studi di un’emittente radiofonica, minaccia gli astanti con mitra ad acqua e lancia nell’etere un proprio pezzo.
RECENSIONI
Il Re per una Notte dell'heavy metal con un po’ di This is Spinal Tap. Michael Lehmann è uno specialista di commedie dal ritmo sostenuto fra il demenziale e la satira, impone al film un montaggio "elettrico" e accattivante, sa essere divertente con intelligenza, schizza personaggi che sprizzano simpatia (il grasso poliziotto, il batterista tonto), anche se poi la sua critica si ferma al mondo discografico di produttori e agenti, sciacalli con l'unica mira del profitto, biechi sfruttatori a fini promozionali dell'anarchia insita nell'hard rock. Anche i reati fanno parte dello show, fanno vendere dischi. Il regista avrebbe mostrato più coraggio sollevando il paradosso di questi rocker che cantano la loro rabbia contro il Sistema e le sue regole per poi diventarne attori a pieno titolo, schiavi delle leggi luccicanti del successo, del denaro, della gloria, alla faccia dei fan che restano in condizioni ben peggiori. La band protagonista, i Lone Rangers, però, crede nella propria musica e non ci sta a farsi manovrare come una marionetta: è chiara la metafora del pubblico che sfonda le "barriere" della polizia (leggi: del capitale, dei media, delle case discografiche) per avvicinarsi al gruppo nel mitico concerto finale. Da citare il videoclip nei titoli di testa, la gag del poliziotto che strappa l'anello dal capezzolo del metallaro, quella di Brendan Fraser che confessa di essere stato un secchione a scuola. Tante citazioni dal mondo della musica e cameo della band White Zombie. Scritto da Rich Wilkes.

