TRAMA
Il killer Scaramanga manda un messaggio esplicito all’Intelligence britannica: un proiettile d’oro con sopra inciso 007. James Bond tenta di rintracciare il mittente.
RECENSIONI
Come nel precedente Vivi e Lascia Morire, la sceneggiatura di Tom Mankiewicz (e Richard Maibaum, ingaggiato per una riscrittura) non brilla per particolari trovate o sagacia drammaturgica, ma è di certo un prodotto più convincente e divertente. Guy Hamilton, al quarto e ultimo capitolo firmato per la saga, nonostante si parli di crisi energetica, fa di tutto per far viaggiare l’opera su terreni leggeri e spensierati (troppo), calcando i modi sbarazzini dell’interpretazione di Roger Moore. Il nuovo antagonista Francisco Scaramanga, l’uomo dalla pistola d’oro, oltre a lasciare il segno, è impersonato da Christopher Lee, cugino dello scrittore Ian Fleming che ha ideato l’agente segreto più noto al mondo. Dopo la blaxploitation, i produttori cavalcano la moda cinematografica del kung fu movie (è stato girato, anche, in Thailandia, a Macao e a Hong Kong), ma lo spirito maschilista è alle stelle: belle donne che si concedono, che sono irresistibilmente attratte o idiote totali. Title track scritta da John Barry e cantata dalla scozzese Lulu.

