TRAMA
In un futuro post-apocalittico, due ragazzi di una tribù cavernicola uccidono gli oppressivi padri, uno cacciatore, l’altro sacerdote. Con alcuni amici fuggono in una città deserta, dove vive un’inquietante coppia modificata geneticamente, che li inizia ai piaceri di sesso e droga.
RECENSIONI
In questa produzione televisiva con modi e contenuti che sarebbero censurati al cinema, fra sesso esplicito, parolacce, droghe e orrori, Larry Clark rifà a modo suo, provocatorio come non mai, un “quickie” trash-movie di Roger Corman del 1958 (il produttore è lo stesso, Samuel Z. Arkoff, morto però prima dell’ultimazione), indugiando di più su orge, sballi e allegorie sessuali, con l’amato tema della ribellione giovanile a regole e tabù dei padri, che sulla trama trasformata, soprattutto verso il finale, in un camp-movie sanguinolento in stile Troma. Fra recitazioni non proprio sopraffine, spicca quella di Richard Hillman, cattivo D.O.C., fra sguardi malvagi e risate forzate. La figlia di Basil Poledouris compone un soundtrack ipnotico (poche note ripetute fino all’angoscia), gli effetti speciali sono opera (anche) degli studios di Stan Winston ma poi, per gli esterni in cui rappresentare “tempeste” post-apocalittiche non ben specificate, Clark si diverte a usare filtri blu da produzione amatoriale.

