TRAMA
Mike, in Paradiso, sposa un angelo che, però, deve scendere sulla Terra. Reincarnatosi, ha trent’anni di tempo per ritrovarlo.
RECENSIONI
Per quest'ennesima variazione sul tema "Vado in Paradiso e torno per il mio amore", il tocco autorale di Alan Rudolph non solo è sprecato ma anche fuori luogo: alcuni aspetti dell'intreccio sentimentale sono originali (e anticipano di due anni il successo mondiale di Harry Ti Presento Sally), le riflessioni metafisiche sulla reincarnazione intrigano ma sono anche poco approfondite, l'andamento lento e fintamente intimistico (si riduce sempre a un riflesso sfuocato, senza spessore) del cinema di Rudolph non è in grado di valorizzare il pathos insito nel soggetto, s'arena per di più sulle superfici prevedibili del meccanismo e fa rimpiangere la leggerezza, la spigliatezza e l'accattivante (spettacolare) modo di porsi delle tante pellicole su angeli e amori oltre le frontiere del Cielo che andavano di moda negli anni trenta e quaranta. Sprecato un cast, colmo di camei, da leccarsi i baffi: fra gli altri, compaiono anche rockstar del calibro di Tom Petty, Rick Ocasek (leader dei "Cars") e Neil Young, autore anche di un brano del soundtrack.

