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TRAMA
Dimitrij ama fare scalate in montagna. Non ha mai fatto nulla per sfuggire al surreale conformismo della cittadina georgiana nella quale vive o alla monotonia del suo lavoro di impiegato.
RECENSIONI

Nel ricordo ciascuno ricostruisce le cose in un modo diverso: come fanno i personaggi di questo film, come accade in un Paese il cui passato ingombrante invade di sé ogni cosa, dove ognuno, dunque, rilegge la storia recente della Georgia alla sua maniera.
Lidea di Rusadze sembra essere quella di un cinema che esprima il concetto sviando il registro politico e abbracciando il mystery, ponendo la narrazione in una dimensione più onirica (ventaglio di possibilità, realtà imperscrutabile, fatti passibili di più interpretazioni) che realistica, in contesti e atmosfere artificiose e teatrali che rendono il lavoro un oggetto tanto affascinante quanto arduo da maneggiare.
Costruzioni di quadri quasi pittorici, lavoro costante sul colore e sui dettagli scenografici, atmosfere oppressive, simboli che, traboccando, si incastonano su trame che si avviano e si esauriscono senza spiegazioni, animate da personaggi e intrecci costantemente ambigui.

Gira intorno alle questioni A fold in my blanket, non centrandole mai, sempre suggerendole, sempre in bilico tra ridicolo e tragedia. Cosa accadde a Dimitrij e Andrej da bambini? E accaduto veramente qualcosa? Difficile stabilirlo se lunico personaggio che può dircelo ha lAlzheimer.
Tra vampate lynchiane (esplicite: in molte immagini, nello straniante commento musicale), risvolti psicanalitici, rovelli burocratici quasi kafkiani, derive bunueliane (la pianta che irrompe dalla finestra dellufficio del giudice/padre), frammentazioni delle linee cronologiche, immagini ricorrenti che lasciano intuire strutture circolari, ogni meccanismo appare allora disinnescato, ogni risvolto suona solo potenziale: le ferite dellanima, le situazioni-commedia, le attrazioni (omo)sessuali, le motivazioni ad agire, la detection.
