Giallo, Recensione

A FACCIA NUDA

Titolo OriginaleThe Naked Face
NazioneU.S.A.
Anno Produzione1984
Genere
Durata103’

TRAMA

Uccidono un paziente e la segretaria di uno psicanalista. L’ispettore, che odia quest’ultimo perché ha dato l’infermità mentale all’assassino di un suo collega, lo perseguita come colpevole.

RECENSIONI

L’originalità sta tutta nella trama del giallista Sidney Sheldon, l’efficacia è devoluta agli interpreti di grossa caratura. L’ex-arrabbiato/impegnato Bryan Forbes è da tempo finito nelle produzioni di routine, anche se la sua riduzione regge bene, per un po’, l’economia del racconto, ricco di mistero, colpi di scena, ribaltamenti di fronte. La faccia nuda è sia quella dei pazienti che si aprono dallo psicanalista sia l’inganno delle apparenze: l’idea dell’investigatore di polizia che si fa persecutore (come uno psicotico che, appunto, ha bisogno di andare in terapia) di un protagonista presentato come mera vittima è piacevolmente fuori dai canoni. Forbes rinfocola le dosi di thriller (il topo in trappola) e dosa bene indizi e (false?) certezze: dell’anticonvenzionalità del suo cinema rimane questo, ma è un caso a parte l’assurdo finale, più effettistico che dotato di senso. Il regista è sempre stato attratto da personaggi oscuri o fuori dalla norma ma al povero carattere interpretato da Rod Steiger non dona pace nella schizofrenia della sua narrazione: fascistoide, sarcastico (all’inizio), quasi criminale (in itinere), salvatore (alla fine). Manca un brano fondamentale per riconciliare e rendere credibile tutti questi cambi di faccia, quello in cui si spiega, eventualmente, se sospettava o meno del collega ucciso e se la sua sia stata tutta una messinscena (o meno). Svista non da poco, forse imputabile (tagli) alla spesso indegna casa di produzione di Golan/Globus, improntata al low-budget (la pubblicità al Johnnie Walker fa rimpiangere quella occulta) e al film che faccia un minimo di cassa. Fatto sta che una messinscena di maggior talento avrebbe reso tutto più verosimile e meno indeciso fra novità di genere e stereotipi usurati (tutta la sequenza del mafioso). Art Carney, ai tempi, era abbonato al ruolo di vecchio detective privato. Notevole il tema musicale di Michael J. Lewis.

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