TRAMA
Una guardia giurata, inseguendo un criminale che ha rubato preziosi software robotici, rimane gravemente ferita. La polizia ne fa il prototipo di un agente cibernetico colmo di congegni.
RECENSIONI
"L'eroe più assemblato della storia" passa dai cartoni animati di Andy Heyward (insieme ai francesi Jean Chalopin e Bruno Bianchi) al grande schermo per volere della Disney. I quattordicimila gadget (qualcuno li ha contati) del corpo cibernetico di quest'imbranato ispettore Clouseau con i poteri di Robocop invadono anche la fantasia argutamente demenziale degli sceneggiatori e il ritmo convulso del regista (lo stesso che ha girato uno spot della American Express con Superman), pronti a giocare in contropiede in ogni frazione di secondo fra citazioni, autoironia, rimandi autoreferenziali (parecchi quelli riservati, con sarcasmo, al "Disney's touch") e richiami palesi alle fonti d'ispirazione. Il modello di riferimento è il Batman di Tim Burton, virato a cartoon Warner Bros con i crismi di Casa (sentimento e manicheismo), fra personaggi schizzati (in tutti i sensi) e colori pop. La Bat-mobile di turno è una simpatica Supercar parlante, coadiuvata da un cagnolino e una bimba smaliziata; il cattivo è toccato a un eccellente, fumettistico Everett. Fra Mission: Impossible e quant'altro, la citazione più gustosa e caustica è quella riservata al Godzilla di Roland Emmerich. Corto e col fiato corto, ma degno de La Sirenetta nei suoi momenti più "lisergici" per gusto dell'eccesso e dell'assurdo. Al meeting del "Gruppo Recupero Schiavi" c'è un raduno di storici "villain" come Richard Kiel e Mr. T.

