7 ANS

Anno Produzione2006

TRAMA

Maïté e Vincent sono sposati. Lui viene condannato a sette anni di carcere e gli unici momenti di intimità che rimangono tra i due sono quelli nel parlatorio del carcere. Un giorno Maïté all’uscita del carcere viene avvicinata da Jean che le offre un passaggio. I due diventano amanti, ma poco dopo Maïté scopre che Jean è un secondino amico di suo marito. Rimane così coinvolta in un gioco a tre.

RECENSIONI

Tre di cuori

È dura essere sposato con una bella ragazza ma dover scontare sette anni di galera. Ne sa qualcosa Vincent, il protagonista del film di Jean-Pascal Hattu. Ma anche la moglie Maité fatica a mantenere vivo un rapporto per forza di cose privato del contatto fisico. Alcuni comportamenti, come il reciproco odorare la biancheria (quella profumata portata da lei da parte di lui e quella sporca di lui da parte di lei), sublimano l'assenza creando una sorta di rituale in parte consolatorio, ma il vuoto resta. L'incontro con il criptico Jean sembra per Maité un diversivo temporaneo, una piccola luce nel buio della solitudine, ma quando Jean confessa di essere il guardiano del carcere in cui è rinchiuso Vincent, le cose si complicano e la piega del racconto si fa torbida. Il giovane Hattu conduce l'azione soffermandosi con equilibrio sul trio di protagonisti. Sono i loro corpi, bisognosi di un tocco amorevole, a parlare. È il loro intimo, in cerca di affetto, ad essere sviscerato, attraverso una messa in scena che predilige i silenzi alle parole, trovando la verità negli sguardi e nei gesti. Fino a quando i ruoli sono confusi e il mistero è ancora tale, Hattu riesce a mantenere viva la vicenda e pulsanti i personaggi. Nel momento in cui non c'è più nulla da scoprire, invece, il film si arena nella ripetitività e gli eventi (ad esempio, l'episodio che vede Maitè fermata dalla polizia perché trovata addormentata in auto senza la patente di guida) paiono più un riempitivo che una necessità narrativa, fino a una chiusa poco mordace.

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