Recensione, Sentimentale

24 ORE NELLA VITA DI UNA DONNA

Titolo OriginaleVingt-quatre heures de la vie d’une femme
NazioneFrancia
Anno Produzione1968
Durata84’

TRAMA

Durante la Prima Guerra Mondiale, al confine fra Italia e Svizzera, una donna francese incontra un uomo tedesco che ha perso tutto giocando al casinò. Lo aiuta, se ne innamora.

RECENSIONI

Scenografie eleganti, musica sinfonica (Johannes Brahms) a non finire, citazone iniziale di Apollinaire e dialoghi letterari per un film sentimentale in costume. La storia d’amore in sé, tratta da un racconto del 1927 di Stefan Zweig (già adattato quattro volte, fra cui in Un giorno… tutta la vita di Victor Saville), potrebbe essere appassionante e con passaggi densi di significato ma la messinscena dell’esordiente Dominique Delouche, ex aiuto di Federico Fellini e documentarista, si dà delle arie d’autore e, alla fine, risulta solo presuntuosa. Non fosse per la bravura di Danielle Darrieux, la sua direzione degli attori, nel vano tentativo di rendere anomala la pellicola, rasenterebbe spesso un ridicolo insopportabile. Un film vuoto, piatto, disarmonico e confuso quando (ancor peggio) vorrebbe essere tutt’altro. Una coproduzione fra Francia e Germania che esige un protagonista per ogni nazione: c’è pure una giovanissima Romina Power (si gira, per lo più, nella lombarda Bellagio).

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